![]() Session plénière d'ouverture :
Intervention
de Claude CARDELLA La tenue de cette première convention méditerranéenne du Transfert de technologies, quelques semaines après les Rencontres Méditerranéennes de l'Industrie, qui ont connu un incontestable succès, et quelques semaines avant le sommet euroméditerranéen des ministres des affaires étrangères, dans le prolongement du sommet de Barcelone est un événement important : c'est la démonstration que le fait méditerranéen existe réellement. Il n'est plus une projection de l'esprit, un voeu pieux. Pour tous ceux qui comme nous, vous et nous, croient dans l'avenir de cet espace méditerranéen, dans l'absolue nécessité d'y développer les échanges, les courants d'affaires, il s'agit d'un formidable encouragement. Que vous ayez choisi Marseille pour cette première, nous honore. Le Transfert de Technologie est, pour nous, une donnée essentielle du développement de l'entreprise. L'accélération des techniques est telle qu'il n'est plus pensable de se maintenir dans la course économique sans intégrer l'innovation dans sa stratégie. C'est pourquoi, à la CCI Marseille-Provence, nous avons mis en place des outils de transfert : A l'ESIM avec le département Relations Entreprises Innovation qui regroupe les activités de stages, d'apprentissage, de service technologique aux entreprises et de formation continue. Ce département dispose notamment d'un centre de ressources capable d'aider les entreprises dans leurs travaux de conception et d'essais ; d'un bassin de houle pour les essais en génie océanique et côtier. Il s'est dernièrement équipé d'un centre Moteurs thermique où sont testés en particulier des moteurs industriels diesel et au gaz. De son
côté, la Direction des services aux entreprises assure, entre
autres, trois fonctions directement liées au transfert de technologies
: Le conseil, bien sûr, pour la mise en oeuvre de l'innovation et des technologies. En outre, a été ouvert sur la Canebière, Interfaces, dédié au rapprochement entre les mondes de la recherche, de la technique et de l'entreprise. Outre les réunions et expositions qu'il accueille, il dispose d'un serveur d'information technologique, et deux ingénieurs conseil, renforcés depuis l'année dernière par l'ARIST qui répondent en direct aux besoins des entreprises. QUELQUES CHIFFRES 80 conférences et forums ont été réalisés en 99 sur le thème de la technologie réunissant 6000 participants dont 70% d'entreprises , soit plus de 4000 responsables d'entreprise. Plus de 200 visites annuelles d'entreprise par l'équipe d'ingénieurs conseils générant près d'une cinquantaine de projets. Au 1er septembre, soit 5 ans après son lancement, 130 000 personnes sont venus à Interfaces 2500 sessions mensuelles sur le site serveur d'Interfaces. Près de 200 documents (dossiers, guides ) sur le thème de la technologie.
Intervention
de Paolo ODONE
Meno di una settimana fa, a Genova, abbiamo aperto Bonjour Provence !, fiera dei prodotti tipici della Provenza che ormai da tre anni riempie i padiglioni dei Magazzini del Cotone, al Porto Antico di Genova, di turisti e genovesi alla ricerca di prodotti artigianali, gastronomici e di arredamento nonché di opportunità di viaggi in questa regione. Un mese fa, a Marsiglia, abbiamo inaugurato il Padiglione Italia della 76eFiera Internazionale, ripristinato in due giorni dopo i danni subiti in fase di allestimento per la grave alluvione che ha colpito questa città. Ancora une volta il nostro stand, Ciao Liguria!, collocato al centro del Padiglione Italia con la presentazione dei prodotti turistici, artigianali e gastronomici della regione, è stato mèta di un flusso continuo di pubblico. Bonjour Provence! e Ciao Liguria! sono il frutto più recente di un accordo di collaborazione siglato l'anno scorso, nella storica sede della Chambre de Commerce et d'Industrie de Marseille che celebrava il quarto centenario dalla fondazione, fra le tre Camere di Commercio che aprono oggi i nostri lavori. L'intensità dei rapporti fra le nostre Camere (tre appuntamenti nel giro di un mese) e il grande interesse dimostrato dai consumatori marsigliesi per i prodotti liguri e da quelli genovesi per i prodotti della Provenza rivelano come la cosiddetta "E uroregione" composta da Liguria, Piemonte e Provence-Alpes-Côte dAzur stia finalmente diventando una realtà. Il progetto dell'Euroregione nasce dopo Ici caduta delle barriere comunitarie attraverso il grande lavoro `transfrontaliero" svolto dalle stesse Camere di Commercio - cito fra tutti il gruppo di lavoro statisticoeconomico che opera stabilmente dal '93 per rendere omogenei e confrontabili i dati utilizzati dalle imprese. Si tratta - vale la pena ricordarlo - di un'area dalle dimensioni pari a quelle di molti Stati dell'Unione Europea (62000 chilometri quadrati e Il milioni di abitanti) che produce una ricchezza uguale ci quella prodotta dalla Svezia, pari al 40% di quella spagnola e al 60% dei Paesi Bassi ed è dotata di un sistema portuale e aeroportuale all'avanquardia (i porti di Genova, Nizza, Marsiglici rappresentano la maggiore offerta di trasporto passeggeri nel Mediterraneo, mentre Genova e Marsiglici sono le principali "porte" di accesso per le merci della grande regione). In questa grande Euroregione le Camere di Commercio si muovono per intensificare ulteriormente i rapporti economici fra i rispettivi sistemi di imprese, anche sottoscrivendo accordi di collaborazione come quello che ho citato e dal quale scaturisce l'incontro di oggi, il primo del genere a livello Mediterraneo. Una delle chiavi del successo di quest'area nella competizione globale e in quella in atto a livello di Unione Europea è 1 sua capacité di far dialogare e, in prospettiva, aggregare tra loro le realtà di punta nel campo della ricerca e delle tecnologie avanzate.
ÎI Parco, Scientifico e Tecnologico della Liguria, della cui esperienza vi, parlerà più diffusamente il Presidente - Dott. Pedrini - è una Società~ costituita nel 1996 da Regione Liguria, Université degli Studi di Genova e Camera di Commercio di Genova con l'obiettivo di promuovere:
L'Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, APRE, operativa presso l'Eurosportello della Camera di Commercio di Genova dal 1992 promuove la partecipazione italiana ci programmi di ricerca, sviluppo e innovazione dell'Unione Europeci, nei diversi settori della scienza e della tecnologia. Il Consorzio Innovation Relay Centre ALPS Liguria è nato nel 1995 e ha competenza territoriale per Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta. Vi partecipano le Camere di Commercio di Torino e di Genova, il Centro Estero Camere di Commercio Piemontesi, il Centro Sviluppo di Aosta. A Genova opera presso il World Trade Center, la struttura delle Camere di Commercio per l'internazionalizzazione. Il suo compito è promuovere l'innovazione ed incentivGre il trasferimento tecnologico tra il mondo della ricerca ed 0 settore industriale, stimolando le aziende all'uso di nuove tecnologie e diffondendo i risultati di progetti europei di ricerca e sviluppo tecnologico. Grazie cil suo rapporto quotidiano con circa 500 piccole e medie imprese liguri, il Relay Centre è in grado di conoscere i fabbisogni tecnologici legati allo sviluppo della produzione e alla crescita competitiva delle aziende liguri. Anche grazie all'attività svolta dalle tre strutture citate si sta costituendo proprio in questi giorni, a Genova, il Distretto Industriale dell' Elettronica e delleTecnologie Avanzate. I Distretti Industriali, com'è noto, sono un'esperienza tutta italiana che consiste in sistemi produttivi locali omogenei, ad alta concentrazione di imprese, prevaIentemente piccole e medie ed estremamente specializzate nelle produzioni, che se riconosciuti come tali dallo Stato possono accedere agli aiuti nazionali. In Italia ne esistono circa 200, di matrice prevaIentemente 'artigianale", mentre in provincia di Genova è già stato costituito un Distretto dell'Ardesia e sono in via di costituzione, oltre al citato Distretto Elettronica e Tecnologie Avanzate, quelli della Nautica da diporto e delle Riparazioni navali. Il Distretto
Elettronica e Tecnologie Avanzate di Genova sarà il primo Distretto
Tecnologico a livello italiano, che potrà cosi competere con
" cluster" analoghi esistenti in Francia, Gran Bretagna, Irlanda. Al Distretto aderiscono attualmente 107 imprese, prevaIentemente di dimensione piccola e molto piccola (88%) e del settore terziario (50%), con un totale di 7103 addetti e una previsione di raddoppio degli addetti entro il 2010. Con Ici nostra presenza qui oggi - grazie all'accordo di collaborazione a tre piÙ volte ricordato - intendiamo in primo luogo presentare un'esperienza innovativa a livello italiano come quella del Distretto delle Tecnologie Avanzate di Genova e cogliere l'opportunità costituita dalla presenza qui dei rappresentanti di realtà analoghe a livello mediterraneo per proporre la costruzione di una rete dei "tecnopoli" del Mediterraneo. L'obiettivo
di lungo periodo, certamente ambizioso, della proposta è quello
di rafforzare la competitività complessiva dell'area mediterranea
- che già raggiunge livelli di eccellenza nel campo del turismo
e dei trasporti anche in un settore di Punta com'è quello della
ricerca e delle nuove tecnologie, contribuendo cosi a spostare verso sud
0 baricentro economico del grande mercato europeo. I numeri del distretto
Intervention
de Luc CORSO
L'objectif principal était d'aider les PME/PMI, structures importantes du tissu économique productif européen
Le Sud de l'Europe et la Méditerranée sont actuellement les deux zones prioritaires des activités extérieures de l'Union Européenne, pour instaurer un rapport de confiance basé sur la coopération économique. Le partenariat
Euro-Méditerranéen a pour principal objectif de promouvoir
les contacts et les transferts du savoir-faire entre les sociétés
civiles du Nord et du Sud de la Méditerranée. Nous avons donc invité, nous basant sur les réseaux des Chambres de Commerce et des Ecoles d'Ingénieurs, les Chambres de Commerce a constituer un groupe composé d'Entreprises ayant déjà eu une expérience dans le transfert de technologies, des Universitaires et des Chercheurs à faire partie des Tables Rondes thématiques que nous avons constitué. Les possibilités de développement des PME/PMI se jouent surtout sur le terrain de la qualité et de l'innovation. Innover cela signifie investir en recherche et développement. Souvent les PME/PMI n'ont pas les ressources nécessaires pour se lancer seules. Il existe évidemment des organismes de recherche publics ou privés, très actifs, mais leurs offres potentielles ne sont pas accessibles aux PMI, surtout par manque de lisibilité. Il est juste de constater que la recherche tend à privilégier les grandes entreprises et à les orienter sur des projets à moyen, long terme, qui ne correspondent pas aux exigences des PMI qui sont orientées vers des projets moins articulés, a réaliser très vite. Les marchés demandent de l'innovation aux PMI, et il est nécessaire de faciliter leur contact avec la recherche. Seule cette innovation leur permettra d'être compétitifs et de donner des réponses idoines à leurs clients. C'est
là que les CCI doivent intervenir pour offrir le cadre détaillé
de l'offre disponible. Après le déroulement de cette convention et des tables rondes, nous pourrons tous ensemble proposer des solutions avec un plan d'actions général.
Intervention
de Gilbert PAYET Monsieur le Consul, Messieurs les Présidents des Chambres de Commerce tant italiennes que françaises, Mesdames et Messieurs, la tâche qui est la mienne n'est pas forcément facile devant un tel parterre de spécialistes de transferts de technologies. Après l'expérience de Sophia Antipolis, après le développement du pôle micro-électronique extraordinaire sur la Commune de Rousset, la multiplication des implantations d'opérateurs de télécommunication et de toutes les entreprises liées aux nouvelles technologies dans la région, nous avons aujourd'hui de nombreux projets extrêmement lourds. Et je vois dans la décision qui a été prise par le Premier Ministre, de créer dans cette région, d'une part, une école de l'Internet et d'autre part une école de la micro-électronique, la consécration finalement de ce rôle et de cette place nouvelle de la région Provence Alpes Côte d'Azur sur le créneau des nouvelles technologies ou comme on le dit maintenant plutôt, des technologies de l'information et de la communication. Dans
cette affaire, il faut le reconnaître, les pouvoirs publics se doivent
probablement d'abord d'êtres modestes. On l'a dit à de multiples
reprises, il y a un tel foisonnement en ce domaine que le temps de l'administration,
fait, il faut le reconnaître, de beaucoup de pesanteur, n'est pas
à la mesure de cette mobilité dans un secteur de ce type.
Néanmoins, les pouvoirs publics ne sont pas restés inactifs.
Les pouvoirs publics se sont également préoccupés de mettre en place un minimum de moyens financiers pour accompagner les initiatives les plus dignes d'intérêt et je rappelle que le volet recherche et transfert de technologie dans le contrat de plan Etat-Région est doté de plus de 230 millions de francs sur la période 2000-2006. Cette effort Franco-Français est également accompagné, dans une démarche de coopération inter-régionale et je me réjouis de la tenue de cette Convention Franco-Italienne sur les transferts de technologies, cette semaine à quelques jours d'un déplacement que nous allons faire à Turin, pour mettre la dernière main au programme inter-régional, que l'on appelle INTERREG 3, qui comporte un volet économique non négligeable et à l'intérieur duquel plusieurs actions consacrées spécifiquement aux transferts de technologies. Qui dit transfert et transfert de technologies, dit échanges. Et ces échanges sont relativement nombreux entre la France et l'Italie. Je ne connais pas le moindre colloque français consacré à ce thème qui n'évoque la question des districts italiens. Et je constate que ce matin, nous avons déjà commencé à le faire. Parallèlement à ces réflexions sur les districts italiens, je ne doute pas pour ma part que nous allons pouvoir également faire part à nos amis italiens, d'expériences françaises et d'expériences régionales qui pourraient également tout à fait les intéresser. Je voudrais en conclusion, rappeler que les transferts de technologies ne doivent pas être l'apanage de quelques PMI ou entreprises qui représenteraient une sorte de noblesse industrielle ou économique mais que le véritable enjeu de ces transferts de technologies est bien de réussir à irriguer l'ensemble d'un tissu de PME qui représentent un atout majeur et l'essentiel du potentiel de créations d'emplois dans une région. Je pense que cette question sera probablement au cur de vos deux journées de travail. La diversité des ateliers, tant au cours de cette journée que lors de la matinée de demain et les thèmes qui seront abordés montrent bien que cette Convention va être particulièrement riche. Pour ma part, je vous en souhaite plein succès.
Intervention
de Dominique TIXERON Mesdames et Messieurs, Faisant partie du service extérieur du Ministère de l'Economie des Finances et de l'Industrie, je porte à cette manifestation un double intérêt. Tout d'abord, un premier intérêt parce qu'elle est organisée par les Chambres de Commerce et d'Industrie et comme un certain nombre de gens savent, en France, les Chambres de Commerce et de l'Industrie ont des relations privilégiées avec le Minsitère de l'Economie des Finances et de l'Industrie et aussi parce qu'il s'agit de transferts de technologies qui est un des éléments, une des composantes très importante dans les politiques de soutien aux PME-PMI qui sont mises en uvres par les pouvoirs publics. Je ne vous expliquerai pas pourquoi, ici, le transfert de technologie est quelque chose de très important pour les PME-PMI, je pense que vous en êtes tous convaincus. Les différentes tables rondes et ateliers que vous avez organisés en sont le témoignage. Je voudrais simplement insister sur deux points. Le premier c'est qu'il ne faut pas toujours confondre innovation et transfert de technologie. Innovation est une bonne chose et mérite des efforts importants mais il ne faut pas oublier non plus le tissu des PME-PMI qui est confronté à des technologies peut-être un peu plus courantes mais qui ont besoin d'évoluer dans leur métier, d'acquérir de nouveaux savoir-faire et qui ont besoin d'avoir accès à des technologies par forcément nouvelles dans l'absolu mais qui sont des évolutions dont elles ne peuvent pas se passer. Et je crois qu'il y a un effort à faire pour assurer une diffusion de ce transfert, une diffusion auprès des entreprises pour qu'elles puissent assurer et suivre les évolutions propres à leurs différents métiers. La deuxième réflexion que je voudrais faire, c'est que lorsque l'on parle de transfert de technologie, on observe que ce qui marche assez bien finalement, c'est le transfert entre les grandes entreprises et les petites entreprises. Elles peuvent avoir des relations organisées, que ce soit avec les donneurs d'ordres et les sous-traitants. Il y a un certain nombre d'initiatives qui permettent de mesurer, de constater, de voir que des choses se passent entre des grandes entreprises qui disposent d'un savoir-faire, de compétences de laboratoires, etc et des PMI qui ont dans des instances professionnelles ou dans différentes occasions, la possibilité de se fréquenter. Par contre, le sujet qui est plus problématique (et je crois qu'il est bien d'avoir peut-être un peu mis l'accent là dessus) c'est les relations entre les milieux de la recherche et les milieux de l'industrie et plus précisément avec les milieux des PMI. Parce que là encore, il s'agit de grandes entreprises qui ont en général une organisation et une pratique qui les familiarise avec le travail avec des universitaires ou des labos de recherche. Par contre quand il s'agit de PMI, le sujet est beaucoup plus difficile et je pense que là dessus, il y a sans doute beaucoup à faire. Je pense que les chercheurs ont des types de préoccupation qui ne sont pas forcément identiques. Les uns et les autres n'ont pas forcément l'occasion de se rencontrer très souvent. Je pense que dans les domaines où ils travaillent, le vocabulaire, les langages ne sont pas forcément les mêmes et tout cela n'aide pas à la compréhension ni à faciliter les liens. Une initiative qui vise finalement à faire parler, à faire se rencontrer des gens issus du milieu de la recherche avec des entreprises, des PME-PMI ne peut être qu'une bonne chose. Et c'est par la multiplication de ce type d'initiatives ou au moins en partie, que les choses évolueront et que ces liens et les transferts qui pourront en découler, pourront se développer. Je vous souhaite donc deux bonnes journées de travail avec des travaux que je ne doute pas, très fructueux.
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